Top 10 Wine

I dieci principali produttori di vino al mondo.

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Il 2021 è stato un anno di alterne fortune per il mondo del vino, che causa condizioni meteorologiche sempre più estreme, ha premiato certi paesi, penalizzandone altri.

Le gelate avvenute a primavera già inoltrata e gli incendi boschivi estivi in ​​Europa sono stati particolarmente devastanti per i produttori di vino. Non se la passa meglio il nuovo continente, con la California che ha visto crollare la resa dei propri vigneti a causa della siccità. Nell’emisfero australe, le cose sono andate meglio (fatta eccezione per la Nuova Zelanda); infatti, la maggior parte dei paesi hanno raccolto in buone condizioni con quantità da record.

I dati dell’Organizzazione internazionale per la vite e il vino (OIV), indicano che, sebbene le stime di produzione di novembre 2021 abbiano mostrato una divergenza tra il Vecchio e il Nuovo Mondo, l’Europa è ancora in cima, con i tre maggiori paesi produttori che rappresentano il 45% della produzione mondiale di vino.

Vediamo nello specifico le performance dei primi 10 paesi produttori di vino.

Dopo il 2006, è ancora una volta l’Italia sul tetto del mondo con ben 44,5 milioni di hl prodotti. Dal pregiato Nebbiolo piemontese al Sangiovese con le sue diverse interpretazioni, il nostro paese coltiva e vinifica un impressionante numero di vitigni autoctoni che stanno dimostrando un’ottima resistenza ai cambi stagionali, portando il Bel Paese a perdere “solo” il 9% della produzione tra il 2020 e il 2021. Un dominio ottenuto anche grazie al fenomeno Prosecco, che ha sostenuto il comparto vinicolo italiano, durante il periodo della pandemia.

Al secondo posto, la Spagna (35 milioni di hl) che ha visto il proprio settore perdere oltre il 14% rispetto al 2020. Poiché il Tempranillo, la varietà spagnola più diffusa, altera le sue caratteristiche a seconda delle condizioni ambientali e il cambiamento climatico non ha favorito il suo sviluppo, anticipando un futuro (forse) disastroso per l’industria vitivinicola spagnola. Miguel A Torres di Familia Torres ha dichiarato che potrebbe essere “peggio della fillossera“.

Ultimo gradino valido per la conquista di una medaglia è la Francia che si ferma a 34,2 milioni di hl, sebbene considerata da molti il centro internazionale del vino e della cultura del vino. L’annata definita “disastrosa” da tutti gli operatori del settore ha causato un calo del ben 27% rispetto al 2020. Una situazione che non promette nulla di buono, nemmeno per il prossimo anno, visto che le gelate in alcune zone francesi stanno diventando una costante primaverile.

Lontano dal podio gli Stati Uniti (24,1 milioni di hl), ma a differenza dei competitor europei, il 2021 ha visto un aumento della produzione del 6%. Un sensato ottimismo per gli anni a venire che coinvolge anche l’Australia (14,2 milioni di hl) che grazie a condizioni pedoclimatiche relativamente favorevoli hanno permesso di far registrare, alla patria del canguro, la migliore performance dal 2006 (+30%).

Ottimi numeri anche per il Cile (13,4 milioni di hl) che può contare su una conformazione geografica “perfetta”. Circondata al Nord dal deserto, a Est dalla catena montuosa delle Ande, a Sud dai ghiacciai del Polo e a Ovest dall’Oceano, ha potuto coltivare i propri vigneti a piede franco e godere di una difesa naturale che le ha permesso di raccogliere il 30% in più di uva.

L’Argentina sfiora i 12,5 milioni di hl, registrando un +16% rispetto all’anno precedente, mentre il Sud Africa con un +2% raggiunge i 10,6 milioni di hl. Chiudono la classifica Germania (8,8 milioni di hl) e Cina che come spesso accade non divulga i reali dati di produzione, ma la cifra stimata si aggira intorno a 6,6 milioni di hl.